Riflessioni sulla neve

Scattare foto di paesaggi innevati la ritengo una pratica piuttosto difficile, perlomeno paragonata ad altri soggetti più canonici come può essere un prato fiorito che in media restituisce sempre una bella foto. Il problema dei soggetti innevati è sia artistico perché i “colori” non ci daranno una grande mano (forse), sia tecnico perché dovremo effettuare degli attenti bilanciamenti dell’esposizione per ottenere una foto che ci appaia convincente.

Prima di tutto parliamo della luce, che se non fosse per lei ora ci rimaneva solo la “grafia”. 🙂

Le nevicate, di solito, sono fenomeni molto marcati e, se si intende fotografare durante la nevicata è ben probabile che ci tocchi rinunciare ad una luce intensa. Essa probabilmente sarà diffusa e tra il bianco puro ed una piccola dominante blu ma quasi sempre avremo la fortuna di godere di una luce bianca ma al tempo stesso diffusa e non fredda come una giornata d’estate a mezzo giorno.

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In questa foto c’è un esempio della luce estremamente diffusa cui ci si può trovare dinanzi durante una nevicata. Solitamente la fotocamera tende a buttare il bilanciamento del bianco leggermente sul blu e l’esposimetro, con tutta questa neve, vi darà una foto totalmente grigia.
Dovrete quindi risolvere la questione possibilmente “on camera”, soprattutto se scattate in JPG, oppure in post produzione ma solo ed esclusivaemnte se scattate in RAW.
Per correggere l’esposizione, ricordate di provare ad aumentare l’EV di 2/3 di stop o anche 1 stop quando si scatta in queste condizioni. In realtà io tendo ad esporre a destra (cercate su internet oppure ne parlerò qualche altra volta poiché non è sempre possibile farlo), quando posso e poi in camera chiara riporto l’esposizione al giusto valore.

La foto che ho mostrato potrebbe sembrare leggermente sottoesposta poiché la neve che in media percepiamo come bianca in realtà nella foto è grigia. Il problema però è sempre la valutazione della luce e con l’intenso strato nuvoloso che c’era e la nebbia che anche se rada dava il suo contributo, la scena reale non era proprio bianca ma i toni erano un po’ cupi. Per questo motivo non ho spinto l’esposizione sino al bianco perché purtroppo la scena non me lo consentiva e, data l’eccezionalità dell’evento, non me la sentivo di dare un tocco artistico più che documentaristico.

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Ecco una foto che mi piace molto. La luce, al contrario della precedente, è un po’ più movimentata, illuminando gli alberi sullo sfondo ed anche il colore è più caldo, dava leggermente sul giallo/bianco.
La composizione è costruita in modo che la strada con le sue striature guidino l’occhio verso la parte illuminata. Inoltre la strada è un elemento di uniformità circondato dai rami caotici. L’immagine, abbastanza pacifica, è stata costruita scattando a 33mm (diciamo a 35mm su APS-C che corrisponde al 50mm FF) che da una prospettiva naturale e non esagerata come una focale grandangolare che avrebbe dato troppo spazio alla strada e alla volta scura, allontanando e rimpicciolendo la zona illuminata.
Un paio di consigli quando si scatta di fronte ad un bosco molto caotico come il cerreto in questione:

– Scattate trovando un elemento non caotico, come la strada, una roccia o un ramo che si stacca dallo sfondo e, nel caso di un elemento definito, provare a diminuire la PDC, aprendo il diaframma per sfuocare il groviglio che è sullo sfondo.
– Se avete una strada, provate ad usare focali naturali o telescopiche per tagliare il grande groviglio di rami (spesso vale anche il contrario) mentre se avete una roccia da mettere in primo piano, potrebbe essere utile usare un grandangolo per allontanare il groviglio sullo sfondo.
– In post produzione, non esagerate troppo con la maschera di contrasto! Servirà a far risaltare il groviglio di rami e, anche se non è ovviamente sempre vero, potrebbe dare fastidio all’occhio che osserva. Meglio una foto nitida ma piuttosto morbida in questi casi.

Ovviamente i consigli dati non sono dei dogma di fede, potrebbero essere totalmente sbagliati in determinate condizioni di ripresa.

Quando la nevicata cessa, è probabile che esca anche un bel sole. In quel caso sarà opportuno tenere ben sott’occhio l’istogramma dopo ogni scatto (l’istogramma è l’unico elemento che ci dice realmente come è venuta una foto) poiché l’esposimetro potrebbe sottoesporre la foto in caso di lettura sulla neve ma potrebbe anche bruciare la neve, pertanto non sarà sempre utile il consiglio di aumentare di 1 stop l’EV (come tempi o come diaframma, fate voi… io per i paesaggi consiglio sempre di lavorare sul diaframma per la PDC e poi regolare l’otturatore per avere la corretta esposizione).

In questa foto, il sole arrivava diretto sulla neve e questo la rendeva letteralmente abbagliante. Pertanto il bianco della neve deve essere sempre nell’ultima zona dell’istogramma ma non deve essere bruciato!
Questo è l’istogramma della foto al momento dello scatto (dopo la postproduzione è cambiato qualcosa ma essenzialmente è simile a questo)


Come si vede dall’istogramma (come l’ho visto anche sul display della reflex dopo lo scatto) la neve sui tetti (quella colpita dalla luce diretta del sole) è rappresentata dal grafico più a destra. Anche l’ultima colonna dell’istogramma contiene dati ma non si arriva alla fine o oltre che indicherebbe una foto con parti bruciate. Questa la ritengo una buona esposizione. Durante la post produzione ho aumentato il contrasto  nel RAW ed ho pertanto bruciato una piccolissima parte della foto (un bordo del tetto dell’edificio rosa in basso a destra), ma non da fastidio all’occhio, l’importante è comunque portare a casa uno scatto senza perdita di dati sia a sinistra che a destra dell’istogramma.

Il colore è invece l’ultimo punto da tenere in considerazione. In un contesto urbano, la neve non farà altro che esaltare decisamente i colori circostanti, come nella foto sotto.

Al contrario, le foto tra monti e boschi risulteranno dei bianco e nero mancati. 🙂
L’unico colore che vi accompagnerà sarà il blu ma non la dominante blu, proprio il colore della foschia e dell’ambiente.
Guardate il seguente scatto

Come potete notare dal cielo ma anche dal primo piano, il bianco è stato correttamente bilanciato e non c’è alcuna dominante blu. La striscia di terra centrale è quindi realmente blu e non è una errata interpretazione del sensore. Se guardate infatti con attenzione un paesaggio innevato, spesso sarà effettivamente tendente al blu.
In questo caso specifico ho sfruttato e accentuato (con un pochetto di saturazione su tutta la scena ovviamente e non soltanto al centro!) il colore blu perché spezza bene tra il primo piano luminoso e lo sfondo fosco.
Altrimenti, qualora un azzurrina foschia rivesta in modo omogeneo tutta la scena, rovinandola, non vi rimane che provare una conversione in bianco e nero.

Più o meno tutto quì! Altri consigli li vedremo in seguito.

ATTREZZATURA USATA: Canon EOS 1000D, Canon 18-55 non IS, Canon 70-300 non IS (ultima foto).

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Pubblicato il 22 febbraio 2012, in Fotoconsigli, Fotografia con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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